Stop the pandemic: safety and health at work can save lives

28 Aprile 2020: Giornata mondiale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro

<<Stop the pandemic: safety and health at work can save lives>>, ossia “fermiamo la pandemia: la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro può salvare vite”. Questo è lo slogan con cui l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) ha deciso di celebrare l’edizione 2020 della Giornata Internazionale per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, istituita nel 2003 e quest’anno attuale più che mai.

Il periodo rivoluzionario che stiamo vivendo rende questa celebrazione ancora più importante degli anni scorsi. Infatti, non mira più solo a sensibilizzare il mondo del lavoro verso l’adozione di tutte quelle misure regolamentate per legge, atte a  promuovere la salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro, ma ci richiede uno sforzo in più contro un nemico invisibile che si è insediato nelle abitudini delle nostre vite e le ha stravolte, talvolta in maniera irreparabile.

In occasione del centenario dell’istituzione dell’ILO, celebratosi a Ginevra nel giugno 2019, all’interno della Dichiarazione Centenaria per il futuro del lavoro è stato affermato che le “condizioni di lavoro sicure e sane sono fondamentali per un lavoro dignitoso”. Questa affermazione diventa ancora più importante oggi, poiché la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro sono indispensabili nella gestione della pandemia e nella ripresa di tutte le attività economiche.

Fonte: www.ilo.org

Che ruolo ha l’alimentazione in questo contesto?

La definizione di “salute del lavoratore”, introdotta con il decreto legislativo 81/2008 che aggiorna la normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, descrive la salute del lavoratore come un completo stato di benessere fisico, mentale e sociale che non identifica solo l’assenza di una patologia o d’infermità mentale, ma individua altri parametri orientati allo studio dello stile di vita del lavoratore stesso. Tra questi vi è anche l’adozione di una dieta sana, strettamente correlata all’attività produttiva di un lavoratore. È ormai noto come abitudini alimentari errate possano contribuire ad aumentare i rischi per la salute, gli infortuni  e questo si traduce in un numero maggiore di giorni di malattia. Il regime alimentare quindi può contribuire a contenere i rischi, soprattutto se adeguato alla tipologia di lavoro (lavori notturni, lavoro a turni ecc). Un corretto stile alimentare può avere quindi un effetto protettivo preservando non solo il benessere generale del lavoratore ma prevenendo il rischio di infortuni e diminuendo anche l’assenteismo per malattia. Cosa può contribuire a non avere un’alimentazione corretta sul luogo di lavoro?  Orari di lavoro (pensiamo ai lavoratori a turni o notturni), assenza di spazi adeguati dove consumare i pasti, proposte di menù mensa  non salutari e ripetitivi, pasti inadeguati  alla ripresa del lavoro che favoriscono l’insorgenza di sonnolenza dopo il loro consumo.

Cosa si può fare in termini di prevenzione?

Già nel 2005, una relazione dell’Ufficio Internazionale del Lavoro (ILO) evidenziava quanto una scorretta alimentazione potesse provocare una perdita della produttività del 20%. Non solo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che il 50% delle patologie maschili e il 25% di quelle femminili, in Europa, sono legate a stili di vita non salutari, tra i quali una dieta sbilanciata. In Italia sono denunciati 5 milioni di casi di obesità: ogni giorno 156 italiani perdono la vita per le conseguenze del sovrappeso, con un costo al nostro Sistema Paese pari all’1% del PIL. A tal proposito il datore di lavoro ha il compito di valutare tutti i fattori di rischio che possono influenzare la salute del lavoratore, compreso quello legato all’alimentazione, e gestirli nel modo più adeguato, favorendo e promuovendo l’adozione di programmi e comportamenti volti a preservare e valorizzare la salute del lavoratore e a ottimizzarne la produttività, in due parole WELFARE AZIENDALE.

Cosa può fare Biomedfood in questo senso?

Biomedfood, in collaborazione con altri professionisti del settore, può sostenere l’attività del datore di lavoro, inserendosi nei corsi di formazione e informazione rivolti a tutti i dipendenti,  proponendo percorsi esperienziali a tema, ideando spazi adeguati dove poter consumare i pasti, adeguando l’offerta dei menù mensa in funzione della tipologia di mansione,  ascoltando e consigliando ciascun lavoratore attraverso sportelli nutrizionali. Dal punto di vista della nutrizione, il nostro background scientifico sugli effetti benefici degli alimenti funzionali, abbinato ai principi della cucina nutrizionale e alla valorizzazione dei sapori del territorio, contraddistingue da sempre il nostro lavoro facendo sì che la sana alimentazione non sia più un limite ma diventi il piacere della tavola e soprattutto la cura quotidiana per il nostro corpo e la nostra mente.

<<Non dimentichiamoci che la “salute vien mangiando sano”!!!>>

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